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Punto di vista. La calamità che ci pagheremo

Punto di vista. La calamità che ci pagheremo La Spezia 28 Ottobre 2011 ore 18:55:22
di Marco Ursano

“Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, ha deliberato lo stato d’emergenza per le eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito nelle scorse ore le province di La Spezia e di Massa-Carrara. Il Consiglio inoltre, tenuto conto dell’assoluta gravità della situazione, ha disposto l’immediata messa a disposizione di 65 milioni di euro per il soccorso alle popolazioni. Tali fondi saranno integrati dal concorso delle Regioni colpite con l’aumento dei tributi di propria competenza. Analoga procedura, in adesione a quanto previsto dalla vigente normativa, sarà seguita per gli stati emergenziali già dichiarati per il Piemonte, Marche, Basilicata, Puglia e provincia di Teramo.”

Questo è il testo estrapolato dal sito del Governo Italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri, che chiunque può consultare. Il passaggio che ci interessa è quello che dice che i 65 milioni di euro sono sì messi a disposizione, ma saranno integrati dal concorso delle Regioni con l’aumento dei tributi. Che, in soldoni, significa: aumento delle tasse regionali e delle accise, come quelle sulle benzina. Per chi non lo avesse capito: si fruga nelle tasche dei cittadini. E non si sa neanche in che percentuale. Cosa vuol dire “integrati”? In quale proporzione? Sul totale di questo contributo? O sul totale complessivo dei soldi che saranno necessari alla ricostruzione? Non è specificato: potrebbe voler dire un'integrazione al 30, 60, 70 % ed oltre. Non è chiaro. L’unica cosa chiara, fino ad ora, è “l’equità geografica”. Il governo tratta allo stesso modo noi e le altre regioni colpite da calamità, ed anche la Provincia di Teramo. Mal comune, mezzo gaudio.

Tanto per sparare un po’ di cifre, riportiamo che il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha già dichiarato, dopo avere effettuato il sopralluogo nelle nostre zone colpite, che i danni della catastrofe sono di centinaia di milioni di euro. Difficile già quantificarli con precisione, 100, 200, fatto sta che la nostra provincia, e la Lunigiana, sono in ginocchio per i danni subiti alle abitazioni civili, agli edifici pubblici, ai beni culturali ed al paesaggio, alle infrastrutture, all’economia (oltre 60 aziende sommerse e 1500 posti di lavoro a rischio dalle prime stime). Oltre al tragico tributo di vite umane. Questo è. Ed a questo il governo risponde due giorni fa (visita del sotto segretario Sonia Viale, conferenza stampa in Prefettura della Spezia) dicendo che l'esecutivo valuterà se anticipare una cifra percentuale sull’importo totale dei soldi stanziati, ma che non sono mai arrivati, per le alluvioni dello scorso anno, perchè congelati dalle varie manovre tremontiane (proposta di cui poi si è persa ogni eco nell’etere); oggi, con una proclamazione di uno stato di emergenza che in qualche misura, temiamo alta, ci pagheremo con i nostri soldi.

Questa mia rubrica si chiama “Punto di vista”. Ringrazio l’Editore di Cronaca4 che mi ha sempre consentito di esprimerlo; di scrivere, di fatto, quello che penso senza alcuna censura. Oggi non lo farò. Fino a queste righe mi sono limitato ad esporre dei fatti, solo con qualche commento di rinforzo per farli comprendere meglio. Non mi sento di aggiungere il mio punto di vista, perché di fronte a questi fatti non so cosa dire. Ogni commento mi sembra troppo, o troppo poco. Preferisco che quelli che avranno la pazienza di leggere questo pezzo lo facciano in mia vece, magari condividendo con altri.

Marco Ursano

P.S. il governo oggi ha dichiarato che il Ponte di Messina resta un'opera prioritaria




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