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Punto di Vista. Di quella giunta, l’orrendo rimpasto

Punto di Vista. Di quella giunta, l’orrendo rimpasto La Spezia 13 Luglio 2011 ore 14:32:42
di Marco Ursano

E poi dicono che la società italiana è permeata di qualunquismo ed anti-politica. E te credo, come si dice a Spezia. Se volessimo fare un esempio, c’è giusto il caso del rimpasto della giunta provinciale capitanata da Marino Fiasella.

Dopo un anno di trattative semi sotterranee, in realtà con un orecchio sempre al telefono con i media, per ripianare in qualche modo il giubileo via SMS di Cambi, Traversone e Ferrari dello scorso luglio, ecco il coniglio che esce dal cilindro: Rifondazione e Comunisti italiani, dopo aver tuonato come Dio la manda contro lo scippo, rientrano in giunta, e contestualmente parte il balletto dei nuovi incarichi, con ipotesi di accorpamenti e spacchettamenti.

Sintetizziamo il copione della recita, il cui canovaccio è stato buttato giù davanti ad un bel piatto di ravioli, al fresco della Val di Vara, durante un convivio stilnovista tra Fiasella e i consiglieri di maggioranza ed assessori: Pierluigi Sommovigo, detto Gipo, segretario cittadino PDCI, assumerebbe la carica di Presidente del Consiglio Provinciale perché il buon Giovanni Destri, che attualmente la ricopre, andrebbe all’Ambiente. In giunta dovrebbe entrare un rifondarolo ed il nome più accreditato è Salvatore Romeo, attuale capogruppo, per rilevare la delega al lavoro di Ettore Antonelli, da sempre inviso a Rifondazione comunista come confindustriale nemico del popolo da fucilare sulla Piazza Rossa (da notare anche che Romeo sta cordialmente sulle scatole a quelli del PDCI).

Per cui, Antonelli, potrebbe tenere la delega al marketing territoriale ed assumere quella del bilancio a sei mesi dalle elezioni e con lo stesso bilancio 2010/2011 già presentato dall’attuale Assessore, Federico Colombo, indipendente di sinistra. Ma anche Destri potrebbe prendere il bilancio, per cui il lavoro potrebbe essere spacchettato in due, tipo deleghe al “lavoro creativo” e “lavoro pesante”, ridistribuite quindi tra i “duri e puri” di Rifondazione e uno sconsolato Antonelli dimezzato, come il visconte di calviniana memoria; sempre che il giovane assessore non decida di tornare a vita civile, lui un lavoro ce l’ha.

Comunque andrà l’operazione, il cui esito vedremo a breve, e’ il modo che ancor m'offende (citiamo liberamente, non ce ne voglia il Sommo). Anche perché qui non si parla d’amore, ma di politica. Ed appunto di metodo e di sostanza. Bizzarri entrambi, e condivisi dai maggiorenti di PD, PDCI e Rifondazione (con SEL che invece spara bordate contro Fiasella).
Tornando a bomba, l’esempio lampante è Antonelli. Il ragazzo si è distinto per un lavoro egregio, quantità e qualità, al centro di vertenze importanti come Ex San Giorgio e Baglietto, tanto da convincere anche molti dei suoi antichi detrattori; che non lo ammetterebbero mai alla luce del sole, ma nei corridoi lo fanno eccome.
Quindi, se venisse depauperato dalla delega al lavoro non sarebbe per giudizi di merito e valore, ma soltanto per riequilibrare, appunto, equilibri, visto che la scomunica di Rifondazione persiste immutabile nei secoli e qualcosa il PD deve pur concedere, naturalmente dopo avere tessuto sperticate lodi di Antonelli giusto un anno fa.

E poi, un rimpasto a meno di un anno dal voto, con una giunta che da una parte deve chiudere il chiudibile, dall’altra dare una botta alle questioni spinose (come Baglietto, avete presente?) è quanto meno inopportuno. Ma che ci volete fare, questa è la politica. La stessa che fa occupare posti chiave nelle società partecipate, e non, a gente che non ne sa niente, sempre più distante dai cittadini e dai loro problemi e bisogni. Interessata invece, e molto, alle dinamiche di potere. Alle careghe, per noi cafoni e qualunquisti.

La vicenda della giunta Fiasella è incomprensibile ai più, provate un po’ a chiedere ai cittadini che nei prossimi mesi si dovranno sorbire le stilettate per formare le liste, prima, e per prevalere sugli avversari, poi. E principalmente all’interno degli stessi schieramenti, perché il numero di consiglieri ed assessori sarà ridotto per legge e questo sarà il vero oggetto del contendere. Già il PD sarzanese è alla resa dei conti, ma in generale i coltelli si stanno affilando per essere sfoderati dopo la pausa agostana, anche nel centrodestra, sul quale torneremo con apposito pezzo per non fare torto a nessuno.

La soluzione? Magari azzardare con primarie di coalizione, per Comune e Provincia? Ci si potrebbe misurare su contenuti, valori, programmi, capacità, storia politica ed amministrativa dei singoli candidati, e non per la consistenza della colla attaccata sotto il sedere.
Forse i nostri politici non se ne sono accorti, ma il vento di cambiamento sta soffiando anche alla Spezia, non solo a Milano e Napoli. E’ non è anti politica, proprio no. E’ la vera politica. Punto di vista.

Marco Ursano









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