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Politica
La Spezia 14 Gennaio 2012 ore 15:14:53
Molti giovani nella segreteria. di Marco Ursano
Una nuova segreteria provinciale, composta perlopiù da giovani, affiancherà il neo segretario spezzino di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi per le sfide dei prossimi mesi, che si preannunciano difficili. Su tutte, le amministrative ed l’opposizione al decreto che Monti presenterà il 20 gennaio, quello che di fatto andrà ad abolire l’esito del referendum sull’acqua pubblica.
Una riorganizzazione del massimo organismo dirigente del Partito presentata questa mattina nelle sede di Via Lunigiana, che vede alcune conferme, ma soprattutto new entry. Entusiasmo tra i presenti, tanta voglia di gettarsi nell’arena politica e di tornare ad essere protagonisti dopo anni di indubbia crisi e di calo di consensi.
“Ringrazio la segretaria uscente Chiara Bramanti- ha dichiarato diplomaticamente Lombardi- il nostro lavoro sarà in continuità. Fino ad oggi abbiamo gestito una fase di transizione, che c’è costata anche una scissione, ora dobbiamo tornare all’attacco. Vogliamo essere il partito trainante della sinistra, ma aperto alle aggregazioni esterne. Presenteremo le nostre proposte alla società ed agli alleati, non vogliamo chiuderci in posizioni ideologiche né subire decisioni prese da altri. Non saremo testimoniali, e vogliamo condizionare lo sviluppo futuro della città.”
Ed è proprio con i “cugini” di SEL che si giocherà un pezzo importante della battaglia per conquistare l’egemonia di quello che si muove a sinistra del PD. Le differenze programmatiche, e di metodo, sono molte e profonde. Intanto, non è stata affatto gradita la volontà di Lorenzo Azzolini di candidarsi per le primarie in Comune. La sortita del segretario di SEL è stata considerata una vera e propria fuga in avanti, quasi una provocazione, anche perché maturata, sostengono in Via Lunigiana, senza alcun tentativo di confronto nella coalizione.
“Auspicavamo che ci fosse la possibilità di condividere temi comuni da parte della sinistra, sociale e partitica, dentro il centro sinistra – rilancia Lombardi- un confronto su Waterfront, aree militari, sul carbone all’ENEL, sul lavoro e sul welfare. Ad Azzolini chiediamo il ritiro della sua candidatura, per metterci insieme intorno ad un tavolo e valutare se c’è la possibilità di individuare un nominativo condiviso, una persona super partes. Se ci saranno le primarie individueremo un nostro candidato, scelto insieme alle forze sociali, dopo confronto sui temi e discussione dentro i circoli.”
Si sa che Rifondazione Comunista era già pronta a sostenere Federici nella corsa al suo secondo mandato, e la sortita di SEL ha quindi messo in discussione una strategia ormai delineata. Ed anche il Partito Democratico non muore affatto dalla voglia di misurarsi nelle primarie; anzi, non le vuole proprio fare, come ha peraltro ribadito anche oggi il suo segretario cittadino Marsella e come è già emerso con chiarezza durante la vicenda Cimino.
Il timore di Veschi ed i suoi è quello di perdere consensi in vasti settori del popolo della sinistra, che non stanno per niente digerendo l’appiattimento del PD sul governo Monti, a favore, appunto, di Rifondazione e SEL. Si apre quindi un terreno fertile tutto a sinistra.
Però, se come sembra Azzolini dovesse perseverare nel suo intento, a quel punto Rifondazione sarebbe praticamente costretta a schierare un suo candidato, proprio per non lasciare spazio di manovra ai supporter di Vendola. Con i quali, oltre a differenze tattiche, persistono quelle culturali e politiche, mai attenuate dopo lo scontro congressuale che vide la scissione del gruppo dei Vendoliani. Schematizzando molto: comunisti, movimentisti e sempre convinti della centralità del lavoro quelli di Rifondazione. Più interclassisti, istituzionali e socialdemocratici i vendoliani.
La confusione sotto il cielo della sinistra quindi si preannuncia sovrana, e chi sa se la situazione sarà eccellente. Anche perché l’altra tegola sarà proprio il decreto del 20 Marzo promesso da Monti nel quale, oltre che per taxi, farmacie ed affini, ci sarà la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua, con l’esito del Referendum sull’acqua pubblica di primavera a forte rischio. Su questo Rifondazione è più che determinata a porre una resistenza degna della battaglia di Stalingrado: “E’ un vero e proprio golpe, che va contro 28 milioni di voti di cittadini. L’acqua è e deve restare un bene comune.” dicono in Via Lunigiana.
Una miccia che avrà ricadute nell’esplosivo dibattito cittadino su ACAM, dato che il veto alla vendita ai privati del controllo e gestione dell’acqua, sancito dal Referendum, è stato uno dei motivi del raffreddamento dei rapporti con HERA. Si vedrà quindi quale posizione sulla vicenda prenderà il Partito Democratico, ma un periodo di alta tensione su questo tema non è affatto escluso.
Altro elemento politico forte: dalle parti del centro della coalizione niente sembra ancora definito con precisione. Rifondazione mette come paletto invalicabile nessun accordo con FLI, ma anche la riedizione in chiave cittadina del modello Burlando, da Rifondazione all’UDC, è ancora da discutere e non c’è ancora una posizione definitiva.
Ma vediamo la composizione della nuova segreteria. Luca Marchi, proveniente dal Circolo di Castelnuovo, sarà responsabile organizzazione; per Ambiente, Territorio, Beni Comuni ci sarà William Domenichini, una riconferma; Massimo Carosi, una vecchia conoscenza della politica spezzina, farà il responsabile partito sociale e cooperazione, anche qui una riconferma, e si occuperà di gruppi acquisto e politiche abitative. Altro tema importante sarà per Carosi, che ha già coordinato le brigate di solidarietà, quello della ricostruzione dopo l’alluvione. “Vogliamo vigilare sulle modalità di ricostruzione- ha sottolineato Lombardi- monitorare i finanziamenti, come sono gestiti, in collaborazione con le popolazioni.”
Paolo Magliani, riconferma, alla comunicazione e delega alla sicurezza sul lavoro; Antonella Guastini, dal Circolo di Sarzana, sarà responsabile lavoro. “Il Dipartimento lavoro sarà il fulcro per rispondere all’offensiva totalizzante del Governo Monti – ha spiegato Lombardi- all’erosione del contratto nazionale ed articolo 18. Vogliamo riorganizzare il partito nelle fabbriche.”
Jacopo Ricciardi, riconfermato, sarà responsabile coordinamento contro la repressione e responsabile rapporti con le realtà di base. Diego Ravera, nuovo, del Circolo Ponente e Presidente di Circoscrizione, avrà la delega alle politiche sociali, settore nel quale vanta un’esperienza di quindici anni. Per Filippo Vergassola, dal Circolo Modotti, anche lui nuovo e giovane, la Delega Scuola ed Università. Nuovo tesoriere sarà Sara Zolesi.
Massimo Lombardi tratterrà le deleghe ad Enti Locali, Cultura a Sanità e saranno invitati permanenti della segreteria Salvatore Romeo, Simona Cossu, Maurizio Graziano, Massimo Marcesini, Dini Giovannelli, Gennaro Giobbe, Olivia Canzio e Veruska Fedi.
Rosario Conte sarà Responsabile Giustizia, Giulia Sergiampietri responsabile migranti, Serena Lombardi, diritti civili, gay, lesbiche, trasgender; mentre il Comandante Partigiano Luigi Fiori, un ragazzo di 92 anni, sarà il Presidente del Partito con delega operativa a “Antifascismo ieri e oggi.”
Prossimi appuntamenti: subito questo pomeriggio presentazione a Lerici della candidata a Sindaco Veruska Fedi. Sabato 21 gennaio alle 10 presso il Circolo AVIS del Favaro si terrà un’iniziativa su Fincantieri, mentre il 4 febbraio ci sarà un incontro a sostegno del giornale Liberazione costretto a chiudere l’edizione cartacea per i tagli all’editoria.
Marco Ursano
RC, nuova squadra. Lombardi: “Saremo il partito trainante della sinistra. Alle primarie con un nostro candidato”
La Spezia 14 Gennaio 2012 ore 15:14:53Molti giovani nella segreteria. di Marco Ursano
Una nuova segreteria provinciale, composta perlopiù da giovani, affiancherà il neo segretario spezzino di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi per le sfide dei prossimi mesi, che si preannunciano difficili. Su tutte, le amministrative ed l’opposizione al decreto che Monti presenterà il 20 gennaio, quello che di fatto andrà ad abolire l’esito del referendum sull’acqua pubblica.
Una riorganizzazione del massimo organismo dirigente del Partito presentata questa mattina nelle sede di Via Lunigiana, che vede alcune conferme, ma soprattutto new entry. Entusiasmo tra i presenti, tanta voglia di gettarsi nell’arena politica e di tornare ad essere protagonisti dopo anni di indubbia crisi e di calo di consensi.
“Ringrazio la segretaria uscente Chiara Bramanti- ha dichiarato diplomaticamente Lombardi- il nostro lavoro sarà in continuità. Fino ad oggi abbiamo gestito una fase di transizione, che c’è costata anche una scissione, ora dobbiamo tornare all’attacco. Vogliamo essere il partito trainante della sinistra, ma aperto alle aggregazioni esterne. Presenteremo le nostre proposte alla società ed agli alleati, non vogliamo chiuderci in posizioni ideologiche né subire decisioni prese da altri. Non saremo testimoniali, e vogliamo condizionare lo sviluppo futuro della città.”
Ed è proprio con i “cugini” di SEL che si giocherà un pezzo importante della battaglia per conquistare l’egemonia di quello che si muove a sinistra del PD. Le differenze programmatiche, e di metodo, sono molte e profonde. Intanto, non è stata affatto gradita la volontà di Lorenzo Azzolini di candidarsi per le primarie in Comune. La sortita del segretario di SEL è stata considerata una vera e propria fuga in avanti, quasi una provocazione, anche perché maturata, sostengono in Via Lunigiana, senza alcun tentativo di confronto nella coalizione.
“Auspicavamo che ci fosse la possibilità di condividere temi comuni da parte della sinistra, sociale e partitica, dentro il centro sinistra – rilancia Lombardi- un confronto su Waterfront, aree militari, sul carbone all’ENEL, sul lavoro e sul welfare. Ad Azzolini chiediamo il ritiro della sua candidatura, per metterci insieme intorno ad un tavolo e valutare se c’è la possibilità di individuare un nominativo condiviso, una persona super partes. Se ci saranno le primarie individueremo un nostro candidato, scelto insieme alle forze sociali, dopo confronto sui temi e discussione dentro i circoli.”
Si sa che Rifondazione Comunista era già pronta a sostenere Federici nella corsa al suo secondo mandato, e la sortita di SEL ha quindi messo in discussione una strategia ormai delineata. Ed anche il Partito Democratico non muore affatto dalla voglia di misurarsi nelle primarie; anzi, non le vuole proprio fare, come ha peraltro ribadito anche oggi il suo segretario cittadino Marsella e come è già emerso con chiarezza durante la vicenda Cimino.
Il timore di Veschi ed i suoi è quello di perdere consensi in vasti settori del popolo della sinistra, che non stanno per niente digerendo l’appiattimento del PD sul governo Monti, a favore, appunto, di Rifondazione e SEL. Si apre quindi un terreno fertile tutto a sinistra.
Però, se come sembra Azzolini dovesse perseverare nel suo intento, a quel punto Rifondazione sarebbe praticamente costretta a schierare un suo candidato, proprio per non lasciare spazio di manovra ai supporter di Vendola. Con i quali, oltre a differenze tattiche, persistono quelle culturali e politiche, mai attenuate dopo lo scontro congressuale che vide la scissione del gruppo dei Vendoliani. Schematizzando molto: comunisti, movimentisti e sempre convinti della centralità del lavoro quelli di Rifondazione. Più interclassisti, istituzionali e socialdemocratici i vendoliani.
La confusione sotto il cielo della sinistra quindi si preannuncia sovrana, e chi sa se la situazione sarà eccellente. Anche perché l’altra tegola sarà proprio il decreto del 20 Marzo promesso da Monti nel quale, oltre che per taxi, farmacie ed affini, ci sarà la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua, con l’esito del Referendum sull’acqua pubblica di primavera a forte rischio. Su questo Rifondazione è più che determinata a porre una resistenza degna della battaglia di Stalingrado: “E’ un vero e proprio golpe, che va contro 28 milioni di voti di cittadini. L’acqua è e deve restare un bene comune.” dicono in Via Lunigiana.
Una miccia che avrà ricadute nell’esplosivo dibattito cittadino su ACAM, dato che il veto alla vendita ai privati del controllo e gestione dell’acqua, sancito dal Referendum, è stato uno dei motivi del raffreddamento dei rapporti con HERA. Si vedrà quindi quale posizione sulla vicenda prenderà il Partito Democratico, ma un periodo di alta tensione su questo tema non è affatto escluso.
Altro elemento politico forte: dalle parti del centro della coalizione niente sembra ancora definito con precisione. Rifondazione mette come paletto invalicabile nessun accordo con FLI, ma anche la riedizione in chiave cittadina del modello Burlando, da Rifondazione all’UDC, è ancora da discutere e non c’è ancora una posizione definitiva.
Ma vediamo la composizione della nuova segreteria. Luca Marchi, proveniente dal Circolo di Castelnuovo, sarà responsabile organizzazione; per Ambiente, Territorio, Beni Comuni ci sarà William Domenichini, una riconferma; Massimo Carosi, una vecchia conoscenza della politica spezzina, farà il responsabile partito sociale e cooperazione, anche qui una riconferma, e si occuperà di gruppi acquisto e politiche abitative. Altro tema importante sarà per Carosi, che ha già coordinato le brigate di solidarietà, quello della ricostruzione dopo l’alluvione. “Vogliamo vigilare sulle modalità di ricostruzione- ha sottolineato Lombardi- monitorare i finanziamenti, come sono gestiti, in collaborazione con le popolazioni.”
Paolo Magliani, riconferma, alla comunicazione e delega alla sicurezza sul lavoro; Antonella Guastini, dal Circolo di Sarzana, sarà responsabile lavoro. “Il Dipartimento lavoro sarà il fulcro per rispondere all’offensiva totalizzante del Governo Monti – ha spiegato Lombardi- all’erosione del contratto nazionale ed articolo 18. Vogliamo riorganizzare il partito nelle fabbriche.”
Jacopo Ricciardi, riconfermato, sarà responsabile coordinamento contro la repressione e responsabile rapporti con le realtà di base. Diego Ravera, nuovo, del Circolo Ponente e Presidente di Circoscrizione, avrà la delega alle politiche sociali, settore nel quale vanta un’esperienza di quindici anni. Per Filippo Vergassola, dal Circolo Modotti, anche lui nuovo e giovane, la Delega Scuola ed Università. Nuovo tesoriere sarà Sara Zolesi.
Massimo Lombardi tratterrà le deleghe ad Enti Locali, Cultura a Sanità e saranno invitati permanenti della segreteria Salvatore Romeo, Simona Cossu, Maurizio Graziano, Massimo Marcesini, Dini Giovannelli, Gennaro Giobbe, Olivia Canzio e Veruska Fedi.
Rosario Conte sarà Responsabile Giustizia, Giulia Sergiampietri responsabile migranti, Serena Lombardi, diritti civili, gay, lesbiche, trasgender; mentre il Comandante Partigiano Luigi Fiori, un ragazzo di 92 anni, sarà il Presidente del Partito con delega operativa a “Antifascismo ieri e oggi.”
Prossimi appuntamenti: subito questo pomeriggio presentazione a Lerici della candidata a Sindaco Veruska Fedi. Sabato 21 gennaio alle 10 presso il Circolo AVIS del Favaro si terrà un’iniziativa su Fincantieri, mentre il 4 febbraio ci sarà un incontro a sostegno del giornale Liberazione costretto a chiudere l’edizione cartacea per i tagli all’editoria.
Marco Ursano

