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Acque reflue che non scaricano in fognatura: la proposta di legge Cavarra approderà in Consiglio regionale

La Spezia 08 Giugno 2011 ore 16:00:58
Superato lo scoglio della Commissione Ambiente e Territorio

Circa il 20% dell’intera popolazione provinciale beneficerà della nuova normativa sulle acque reflue che non scaricano in fognatura proposta dal consigliere regionale Alessio Cavarra che, proprio questa mattina, ha compiuto un nuovo passo in avanti verso l’approvazione definitiva.

La proposta di legge avanzata dal consigliere spezzino, sottoscritta e votata da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione ha infatti superato lo scoglio della Commissione Ambiente e Territorio ora approderà direttamente in Consiglio dove, visto il consenso sulla questione che lo stesso Cavarra ha già ottenuto, dovrebbe poter contare su un iter rapido.

Entrando nel merito, una volta approvata, la proposta di legge eviterà a migliaia e migliaia di famiglie del nostro territorio di rispettare l’obbligo, ogni quattro anni, di richiedere il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue.

“Questo onere- spiega l’esponente del PD- ,come mi è stato confermato da diversi Comuni, viene spesso disatteso dai proprietari che, in possesso della prima autorizzazione, ritengono di essere in regola e invece, pur senza arrecare alcun danno all’ambiente, sono soggetti a pesanti sanzioni che vanno da 6mila a 60mila euro. Con la nuova norma, che modifica quella precedente del ’99 non sarà più necessario richiedere, come previsto, il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico un anno primo della scadenza dato che viene inserito il principio del tacito rinnovo, a meno che nel frattempo non siano state apportate variazioni essenziali alla qualità e quantità degli scarichi”.

Dunque si sta parlando di un vero e proprio risparmio di tempo e denaro per cittadini e attività coinvolte nonché di un’importante semplificazione nelle procedure per i Comuni. La nuova norma infatti porterà benefici anche per numerose attività produttive (vedi ad es. stabilimenti balneari, bar, panetterie , palestre, ristoranti ecc…) le cui acque reflue sono assimilate a quelle domestiche e quindi potranno a loro volta beneficiare del tacito rinnovo dell’autorizzazione evitando tutte le tappe, complesse e costose, previste dalla procedura fino ad oggi in vigore che prevedeva il coinvolgimento di un tecnico, il deposito di formulari, la presentazione di istanza di rinnovo, il versamento di diritti di segreteria ecc…

“Una volta a regime- conclude Cavarra- la nuova norma apporterà un importante snellimento delle procedure per tutti, compresi i Comuni e Arpal che potranno utilizzare le risorse a loro disposizione per potenziare l’attività di controllo sul territorio”.


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