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Odissea nello Spezia
Volpi ha deciso: si resta così fino a Giugno, quindi si tireranno le somme. Il traguardo diventano i Playoff ma bisogna cambiare mentalità. Tutti.
Quando si è saputo che Gabriele Volpi aveva convocato una riunione tecnica per fare il punto dopo la sconfitta di Trapani, in molti hanno pensato (o sperato?) all'ennesimo ribaltone. Via tutti, insomma, come un anno fa quando Pane e Varini saltarono insieme a tutto lo staff tecnico. Uno tsunami che riportò in sella Fulvio D'Adderio fino al termine della stagione.
Questa volta però Volpi si è limitato a fare davvero il punto della situazione, chiedendo ovviamente conto dei due punti in tre partite nel ciclo di ferro, quello che poteva lanciare in orbita le ambizioni aquilotte. Se si fosse arrivati al cambio tecnico con annessi e connessi, a pensarci bene, sarebbe stata una figuraccia perchè, diciamola tutta: quando dall'esterno vediamo presidenti focosi come Zamparini del Palermo o Camilli del Grosseto fare e disfare nel giro di pochi mesi, quasi che i loro club fossero delle costruzioni della Lego, in realtà scuotiamo la testa e pensiamo: “eccoci, siamo alle solite...” con quel sorrisetto che nasconde più di un filo di compassione per quei 'poveri' tecnici sedotti e puntualmente abbandonati. Immaginiamo che nel resto d'Italia ormai si guardi allo Spezia con quello stesso sorrisetto, come se in realtà l'intenzione di Volpi non fosse proprio all'opposto, vale a dire costruire qualcosa di duraturo, di stabile.
Questa volta, insomma, ha prevalso la linea della ragione anche perchè ad 11 giornate dalla fine e con la squadra in piena lotta Playoff, procedere con ribaltoni poteva essere davvero deleterio. Un anno fa i segnali e la classifica potevano anche indurre a dare una scossa nel segno del 'tanto peggio tanto meglio', ma questa volta no, non così. In più una semplice considerazione: cambiare ora avrebbe determinato la scelta tra un allenatore di secondo piano, pronto però ad accettare un contratto di 4 mesi, e un tecnico magari più importante ma che avrebbe chiesto un contratto oneroso e anche per un altra stagione; insomma la classica soluzione che poi ti avrebbe vincolato pure nelle scelte future. In entrambi i casi, alto il rischio di fare danni. La scelta della continuità, ovviamente, non solleva i protagonisti dalle loro responsabilità ma almeno permetterà alla fine della stagione di tirare le somme con promossi e bocciati.
Sotto il profilo mentale, infine, sarà fondamentale voltare davvero pagina e questo non riguarda solo i giocatori ma anche società e tifosi: l'addio al primo posto è senza dubbio una grossa delusione ma il raggiungimento dei Playoff non va dato per scontato. E' invece necessario guardare alla qualificazione per gli spareggi come a un traguardo da raggiungere, perchè a forza di dare tutto per scontato il rischio è quello di andare al mare già a metà Maggio.
Andrea Fazi
Odissea nello Spezia | Playoff tutti da conquistare
La Spezia 15 Febbraio 2012 ore 20:25:08Volpi ha deciso: si resta così fino a Giugno, quindi si tireranno le somme. Il traguardo diventano i Playoff ma bisogna cambiare mentalità. Tutti.
Quando si è saputo che Gabriele Volpi aveva convocato una riunione tecnica per fare il punto dopo la sconfitta di Trapani, in molti hanno pensato (o sperato?) all'ennesimo ribaltone. Via tutti, insomma, come un anno fa quando Pane e Varini saltarono insieme a tutto lo staff tecnico. Uno tsunami che riportò in sella Fulvio D'Adderio fino al termine della stagione.
Questa volta però Volpi si è limitato a fare davvero il punto della situazione, chiedendo ovviamente conto dei due punti in tre partite nel ciclo di ferro, quello che poteva lanciare in orbita le ambizioni aquilotte. Se si fosse arrivati al cambio tecnico con annessi e connessi, a pensarci bene, sarebbe stata una figuraccia perchè, diciamola tutta: quando dall'esterno vediamo presidenti focosi come Zamparini del Palermo o Camilli del Grosseto fare e disfare nel giro di pochi mesi, quasi che i loro club fossero delle costruzioni della Lego, in realtà scuotiamo la testa e pensiamo: “eccoci, siamo alle solite...” con quel sorrisetto che nasconde più di un filo di compassione per quei 'poveri' tecnici sedotti e puntualmente abbandonati. Immaginiamo che nel resto d'Italia ormai si guardi allo Spezia con quello stesso sorrisetto, come se in realtà l'intenzione di Volpi non fosse proprio all'opposto, vale a dire costruire qualcosa di duraturo, di stabile.
Questa volta, insomma, ha prevalso la linea della ragione anche perchè ad 11 giornate dalla fine e con la squadra in piena lotta Playoff, procedere con ribaltoni poteva essere davvero deleterio. Un anno fa i segnali e la classifica potevano anche indurre a dare una scossa nel segno del 'tanto peggio tanto meglio', ma questa volta no, non così. In più una semplice considerazione: cambiare ora avrebbe determinato la scelta tra un allenatore di secondo piano, pronto però ad accettare un contratto di 4 mesi, e un tecnico magari più importante ma che avrebbe chiesto un contratto oneroso e anche per un altra stagione; insomma la classica soluzione che poi ti avrebbe vincolato pure nelle scelte future. In entrambi i casi, alto il rischio di fare danni. La scelta della continuità, ovviamente, non solleva i protagonisti dalle loro responsabilità ma almeno permetterà alla fine della stagione di tirare le somme con promossi e bocciati.
Sotto il profilo mentale, infine, sarà fondamentale voltare davvero pagina e questo non riguarda solo i giocatori ma anche società e tifosi: l'addio al primo posto è senza dubbio una grossa delusione ma il raggiungimento dei Playoff non va dato per scontato. E' invece necessario guardare alla qualificazione per gli spareggi come a un traguardo da raggiungere, perchè a forza di dare tutto per scontato il rischio è quello di andare al mare già a metà Maggio.
Andrea Fazi

