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Cronache indiscrete
di Renzo Raffaelli
E ora che cosa accadrà in Acam? La vittoria del referendum sull’acqua sembra incombere più come una minaccia che come una radiosa prospettiva. Intanto la remunerazione del capitale investito (5,3% in Acam), cancellata dal voto, impone una revisione del piano tariffario. Due consiglieri di opposizione in consiglio comunale e provinciale, Giacomo Gatti e Davide Parodi, hanno già chiesto l’immediato alleggerimento della bolletta. Subito dopo l’esito del referendum, il titolo di Hera, la società bolognese che dovrebbe incorporare (e salvare)Acam, ha iniziato a perdere quota in Borsa: -0,52% martedì, -0,84% mercoledì, - 1,77% giovedì e -0,87 ieri. Il presidente di Acam Paolo Garbini, però, è tranquillo. Lui al referendum ha votato quattro sì e ora aspetta che il Parlamento riempia il vuoto legislativo che si è venuto determinare con l’abrogazione della remunerazione del capitale investito..
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I toscani, quanto a creatività, hanno davvero una marcia in più. Lo hanno dimostrato anche dopo il voto sui quattro referendum. Il titolare di uno stabilimento balneare della Versilia, che quel voto voleva festeggiare, ha fatto sapere su Facebook che avrebbe affittato ombrellone e sdraio gratis per una giornata a chi si fosse presentato con il certificato elettorale timbrato per la consultazione referendaria.
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Il presidente dell’Autorità portuale Lorenzo Forcieri esercita il suo ruolo con innegabile dinamismo. Si occupa della gestione delle banchine e delle strategie future dello scalo, del water front, della trattativa con la Marina Militare per le aree da dismettere, dell’assetto dei quartieri che si affacciano sul mare e persino della crisi-Baglietto per via delle concessioni al cantiere navale. La presidenza dell’Autorità portuale, insieme a quella del Distretto delle tecnologie marine, rappresenta un formidabile strumento di attività politica che a Forcieri assegna, anche per merito suo, una parte da protagonista. L’altro giorno ha mandato un messaggio anche a chi, nel suo partito, il Pd, vorrebbe “rottamare” la vecchia guardia. Forcieri s’è calato l’elmetto in testa e s’è messo alla guida di un caterpillar per dare un contributo alla demolizione dei due silos dell’Enel a Pagliari. Insomma, vuol essere protagonista anche della fase della rottamazione.
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aveva ruggito il sindaco alla notizia della riduzione ai soli primi venti minuti e dalle 13 alle 15 della sosta gratuita nel parcheggio del porto Mirabello. Neppure lui, evidentemente, aveva letto la convenzione del dicembre 2009 tra Autorità portuale, Comune e Itn che consente alla direzione del Mirabello di istituire il balzello a suo piacimento. Quanto sta avvenendo nel nuovo porticciolo deve far riflettere sulla retorica degli annunci del mare da restituire alla città. E sui recinti privati che si ipotizzano nel futuro Water front.
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Neppure a Baghdad, dove ha fatto l’inviato speciale negli anni Novanta, Antonio Caprarica aveva sentito tanti rumori: grida, schiamazzi, botti e inesorabili strumenti a percussione. Il giornalista Rai e scrittore era stato invitato dal Rotary a parlare del suo ultimo libro “C’era una volta in Italia”. Nella sala del Jolly, dove giovedì sera si è tenuto l’incontro, la sua voce è stata spesso sovrastatata dalla musica e dal frastuono della Festa della Marineria che impazzava lì vicino. Caprarica si è interrotto più volte sotto gli assalti del Corsaro Nero.
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Da parecchie settimane, ormai, non esce La Gazzetta della Spezia, il giornale che ogni venerdì veniva distribuito gratuitamente in città. E che regalava ai lettori, anche con firme autorevoli, analisi, curiosità e amarcord della Spezia di un tempo. Il direttore-editore Umberto Costamagna aveva cercato con i suoi editoriali di instaurare un dialogo con i lettori, sottolineando gli appuntamenti importanti, enfatizzando le comuni battaglie della città e stimolando il senso di appartenenza alla testata. Poi, senza alcun preavviso, ha staccato la spina. Senza neppure congedarsi dai suoi ormai fidelizzati lettori.
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La frase della settimana è dell’ammiraglio Andrea Campgregher, comandante in capo del Dipartimento dell’Alto Tirreno: "Spesso voi spezzini siete considerati introversi, timidi. Anch’io ho faticato a trovar moglie qui…Ma mi avete smentito. Per l’accoglienza riservata al presidente della Repubblica avete battuto anche Napoli".
Renzo Raffaelli
Cronache indiscrete. Referendum, i quattro Si di Garbini. Caprarica si arrende al Corsaro Nero
La Spezia 18 Giugno 2011 ore 10:00:02di Renzo Raffaelli
E ora che cosa accadrà in Acam? La vittoria del referendum sull’acqua sembra incombere più come una minaccia che come una radiosa prospettiva. Intanto la remunerazione del capitale investito (5,3% in Acam), cancellata dal voto, impone una revisione del piano tariffario. Due consiglieri di opposizione in consiglio comunale e provinciale, Giacomo Gatti e Davide Parodi, hanno già chiesto l’immediato alleggerimento della bolletta. Subito dopo l’esito del referendum, il titolo di Hera, la società bolognese che dovrebbe incorporare (e salvare)Acam, ha iniziato a perdere quota in Borsa: -0,52% martedì, -0,84% mercoledì, - 1,77% giovedì e -0,87 ieri. Il presidente di Acam Paolo Garbini, però, è tranquillo. Lui al referendum ha votato quattro sì e ora aspetta che il Parlamento riempia il vuoto legislativo che si è venuto determinare con l’abrogazione della remunerazione del capitale investito.
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I toscani, quanto a creatività, hanno davvero una marcia in più. Lo hanno dimostrato anche dopo il voto sui quattro referendum. Il titolare di uno stabilimento balneare della Versilia, che quel voto voleva festeggiare, ha fatto sapere su Facebook che avrebbe affittato ombrellone e sdraio gratis per una giornata a chi si fosse presentato con il certificato elettorale timbrato per la consultazione referendaria.
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Il presidente dell’Autorità portuale Lorenzo Forcieri esercita il suo ruolo con innegabile dinamismo. Si occupa della gestione delle banchine e delle strategie future dello scalo, del water front, della trattativa con la Marina Militare per le aree da dismettere, dell’assetto dei quartieri che si affacciano sul mare e persino della crisi-Baglietto per via delle concessioni al cantiere navale. La presidenza dell’Autorità portuale, insieme a quella del Distretto delle tecnologie marine, rappresenta un formidabile strumento di attività politica che a Forcieri assegna, anche per merito suo, una parte da protagonista. L’altro giorno ha mandato un messaggio anche a chi, nel suo partito, il Pd, vorrebbe “rottamare” la vecchia guardia. Forcieri s’è calato l’elmetto in testa e s’è messo alla guida di un caterpillar per dare un contributo alla demolizione dei due silos dell’Enel a Pagliari. Insomma, vuol essere protagonista anche della fase della rottamazione.
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Neppure a Baghdad, dove ha fatto l’inviato speciale negli anni Novanta, Antonio Caprarica aveva sentito tanti rumori: grida, schiamazzi, botti e inesorabili strumenti a percussione. Il giornalista Rai e scrittore era stato invitato dal Rotary a parlare del suo ultimo libro “C’era una volta in Italia”. Nella sala del Jolly, dove giovedì sera si è tenuto l’incontro, la sua voce è stata spesso sovrastatata dalla musica e dal frastuono della Festa della Marineria che impazzava lì vicino. Caprarica si è interrotto più volte sotto gli assalti del Corsaro Nero.
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Da parecchie settimane, ormai, non esce La Gazzetta della Spezia, il giornale che ogni venerdì veniva distribuito gratuitamente in città. E che regalava ai lettori, anche con firme autorevoli, analisi, curiosità e amarcord della Spezia di un tempo. Il direttore-editore Umberto Costamagna aveva cercato con i suoi editoriali di instaurare un dialogo con i lettori, sottolineando gli appuntamenti importanti, enfatizzando le comuni battaglie della città e stimolando il senso di appartenenza alla testata. Poi, senza alcun preavviso, ha staccato la spina. Senza neppure congedarsi dai suoi ormai fidelizzati lettori.
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La frase della settimana è dell’ammiraglio Andrea Campgregher, comandante in capo del Dipartimento dell’Alto Tirreno: "Spesso voi spezzini siete considerati introversi, timidi. Anch’io ho faticato a trovar moglie qui…Ma mi avete smentito. Per l’accoglienza riservata al presidente della Repubblica avete battuto anche Napoli".
Renzo Raffaelli

