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Il Premio “Narducci” a Padre Sicari

La Spezia 30 Luglio 2011 ore 18:50:35
Notizie della Diocesi

C’entra la santità con la bellezza? Per padre Antonio Maria Sicari - che mercoledì sera ha ricevuto il premio «Narducci» dal vescovo Francesco Moraglia - decisamente sì. Perché la bellezza è il frutto dell’amore e il santo è colui che risponde pienamente a tale amore. «Sin dalla Genesi - spiega il padre carmelitano -, l’amore di Dio è presentato come luce che penetra tutte le cose con splendore. Via, via, la realtà creata è bella e buona. Fino alla splendida visione della coppia umana: maschio e femmina. Tale bellezza sponsale si manifesta di nuovo ogni volta che la realtà viene accolta come dono e richiamo a Dio». «Aderendo a Cristo, i santi si avvicinano alla bellezza di Dio e la riverberano nel mondo». «L’essere umano non si può saziare di niente che sia meno di Dio». Per san Giovanni della Croce, Dio Trinità è amore, mentre l’uomo è desiderio di amore. L’uomo o va verso Dio o verso piccole cose, allontanandosi da Dio. Cristo è venuto proprio per rivelarci il Padre. Le Scritture svelano che l’uomo è povertà. La ricchezza gli può essere data da Dio. Lo sanno i santi: «Sono niente». Ma non per depressione. Nel «Tu sei il mio tutto, ti voglio tutto» di santa Caterina vediamo piuttosto lo stupore della scoperta di una bellezza estrema. «Quando crediamo di impoverirci, quello è il momento della ricchezza in Dio. Allora possiamo dire: "Tutto sei per me. Io sono tutto per te". Noi siamo stati creati per una libertà che ama dire sì». Ogni nostro amore rimanda a un amore originario. L’amore è un dono che ci fa assomigliare a Dio. «Quanta pena per la verginità mancata! Viene meno la sete di un altro». «La vera obbedienza è il sì dell’amante. E’ inutile forzare l’obbedienza se non c’è l’amore». L’amore spinge anche i giovani di oggi. Per questo sono fondamentali l’educazione e la fede dei genitori. La santità c’entra molto con la famiglia. Il sacramento del matrimonio è «grazia donata come via alla santità. Non è solo una celebrazione, ma il rimando continuo all’amore di Dio, specie nei momenti difficili». In tali situazioni, padre Sicari suggerisce alla coppia «il rispetto ferreo del galateo: la base naturale su cui ricostruire il soprannaturale». «Il male preso su di sé da Gesù per amore diventa redenzione. La confessione dev’essere presa seriamente. I Santi sono pieni di gratitudine per quanto Lui ha fatto per noi». Il Santo sa l’assoluta inscindibilità dei due comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo. «Per Maria Dio era il prossimo. Il suo rapporto con Dio era il problema di casa. Il santo non ama Dio e poi il prossimo, ma la prossimità di Dio. Cristo è una persona viva. Non un concetto. Mai pensare a Gesù come a un assente. C’è il criterio di reversibilità: quello che fai a Cristo lo fai ad un bisognoso, quello che fai al povero lo fai a Cristo. E Gesù viene incontro». Padre Sicari, «cronista speciale dei santi» - la definizione è del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, presente alla serata condotta dal vaticanista Gianni Cardinale - svela il «segreto» delle sue indagini in queste «vite meravigliose»: «Nella vita di un santo, c’è sempre un momento in cui Gesù gli dà del "tu", e gli affida un compito. Quella persona dice "sì" e lo mantiene nelle varie circostanze. Un sì che può richiedere anche la vita. E’ un vero innamoramento tra due persone». Riflettendo sul titolo della Festa di Avvenire, «Amore nella verità, no all’omologazione», padre Sicari aggiunge che i santi sembrerebbero il massimo dell’omologazione, perché imitano tutti Gesù. Ma le loro sono storie d’amore, tutte uniche. A proposito della necessaria armonia tra amore e verità - sottolineata anche dal vescovo Francesco Moraglia, tanto più in una cultura che li vuole contrapposti - Sicari sintetizza che la verità, in Cristo, non è una nozione, ma un incontro. Lo sanno bene i mistici, i quali non fuggono dalla realtà, ma capiscono che la realtà, come il grande corpo di un iceberg che affiora, ha una verità profonda, che è mistero. Per santa Teresina di Lisieux, la condizione esistenziale era quella di un mendicante alle porte di un castello all’apparenza abbandonato. «Ma se provi a pregare e oltrepassi la porta, il castello prende vita. E nelle varie dimore trovi che sei aspettato, da tutta l’eternità. Non ti hanno mai abbandonato. Ritrovi te stesso, al centro». Concludendo, il vescovo Moraglia ha ringraziato padre Sicari per aver ricordato che «la santità è la fedeltà ai "sì" del battesimo nella concretezza delle realtà in cui siamo chiamati a vivere», senza scuse o rimpianti. E per aver mostrato che «una santità significativa ed eloquente è possibile anche oggi, di fronte alla laicità».

La gioia dello stare insieme alla FESTA DI AVVENIRE
«Stasera abbiamo provato la gioia di stare insieme. Queste cose semplici sono la forza del nostro popolo. Ringrazio Avvenire che permette di incontrarci in questo modo». Il vescovo Moraglia saluta così le cinquecento persone nel cortile della casa canonica di Lerici per la prima cena della trentaseiesima Festa di Avvenire, sabato scorso. Non pochi vengono da fuori, da Emilia e Lombardia. Un pubblico affezionato, ma anche molto giovane. Parecchi sono i passeggini e decine di bambini giocano tra i tavoli e sotto il palco. Non disturbano, ma contribuiscono ad allietare un’atmosfera serena e composta. Sono le famiglie giovani le protagoniste. Ma don Federico Paganini, alla prima Festa da parroco, ricorda «i malati e gli anziani, che ci seguono con la preghiera. Sono loro la forza che ci permette di andare avanti». Anche Marco Tarquinio, il direttore di Avvenire, è colpito: «Sono contento di essere qui. Questa festa dimostra cos’è una comunità che sa stare insieme e accogliere. Una comunità cristiana. Spesso i giornali presentano la nostra gente come triste. Qui, oggi, vediamo persone che sanno costruire, che sanno cosa vogliono. Avvenire serve ad accompagnare questa vita, nel quotidiano. Cerca di far parlare la gente, bella, di questo Paese». Così a Lerici è venuto anche Vito Salinaro, redattore di Popotus, il prezioso ed originale inserto di Avvenire che presenta le notizie dei «grandi» con il linguaggio dei «piccoli». E ha aiutato una squadra di bambini ha preparare un’intera pagina di giornale. Sul palco sale il giovanissimo gruppo rock della parrocchia. Suonano «cover» del tempo dei loro genitori e altre più recenti. Applausi convinti. Ai tavoli servono trenta volontari dai sei ai vent’anni, «un tesoro per Lerici», dice don Federico, che ringrazia anche la decina di volontari adulti alle prese con pentole e fornelli, e il «gruppo delle signore», che hanno sfornato un assortimento di dolci da far invidia alle migliori pasticcerie. Di spirito come i giovanissimi volontari è Colombo Bongiovanni, organizzatore storico della festa. Già si pensa alla prossima edizione, con l’idea di distribuire Avvenire in spiaggia. Il programma della settimana è molto vario, con le messe dei sacerdoti novelli, gli incontri culturali pubblici, il teatro in dialetto. Giovedì, per tutta la notte, veglia di preghiera della Piccola Opera Regina degli Apostoli, nell’oratorio di San Rocco, pieno. «Abbiamo pregato per le vocazioni, ricordando in particolare il sessantesimo di sacerdozio del Santo Padre, di cui abbiamo letto varie meditazioni - sottolinea don Federico. Nella varietà della festa, ogni giorno comincia con la preghiera delle lodi e termina con la compieta cantata, sempre molto partecipata. E’ il rapporto con Dio che dà senso e tiene insieme tutto».

Il premio «Madonna di Maralunga»
Nell’ambito della Festa di Avvenire, sono stati premiati a Lerici i vincitori del primo concorso letterario per racconti e per poesie «Madonna di Maralunga»: Il concorso è stato indetto dalla parrocchia di Lerici sul tema «La sacralità della vita, dono di Dio» ed riservato agli alunni e alle alunne della scuola media di Lerici e di San Terenzo. I ragazzi, coordinati dalla loro insegnante di religione, hanno prodotto degli elaborati che sono stati giudicati da una giuria composta dal parroco don Federico Paganini e da quattro persone laiche. Al primo posto per la sezione racconti si sono classificate Giorgia Fabiani e Laura Belloni della classe terza B di Lerici, con un racconto intitolato «La vita è preziosa». Secondo e terzo posto, nella stessa sezione, per Margherita Giuliano, della prima A («Anche la vita dell’immigrato è sacra») e per Rebecca Cavallaro, della seconda A («Ti Ringrazio Signore per il dono della vita»). Nella sezione poesia, il primo premio è stato assegnato a Gaia Mignani, della terza C sempre di Lerici, per la lirica «L’importanza di chi …». Seguono Altea Bianchi, Ariane Martin Lauzer e Nathalie Mammi, della seconda A, autrici insieme della poesia "«La vita». Al terzo posto Luca Medusei e Cristian Covato, della seconda A di San Terenzo, con «Vita donata». Felicitazioni alle ragazze ed ai ragazzi premiati.

Monsignor Staffieri celebra a Lerici la Messa conclusiva
La trentaseiesima Festa di Avvenire di Lerici termina domenica 31 luglio. La Messa conclusiva, quella delle 18.30, sarà celebrata nella chiesa parrocchiale dal vescovo emerito Bassano Staffieri, egli stesso giornalista pubblicista. A seguire, a partire dalle 20, «cena insieme» nel parco giochi della parrocchia, con giochi e tombolata. Al termine recita di Compieta, preghiera di ringraziamento e «Canto dell’addio». Tutti sono invitati. Domani mattina, alle 7, una Messa di ringraziamento sarà celebrata dal parroco don Federico Paganini nella piccola chiesa di Maralunga.

IL CORNO D’AFRICA CHIEDE AIUTO
Raccolta di fondi della Caritas per le popolazioni del Corno d’Africa, colpite dalla più grave carestia degli ultimi sessant’anni. L’emergenza umanitaria coinvolge tredici milioni di persone, soprattutto bambini, tra Kenia, Somalia, Etiopia, Eritrea e Gibuti. Le offerte possono essere consegnate nella sede della Caritas alla Spezia, in via Don Minzoni 64, ed ai Centri di ascolto diocesani della Spezia, in via don Minzoni 43 e a Sarzana in via Mazzini 78, o anche ai parroci, oppure versati sul conto corrente bancario. n. 465022/17, intestato all’Associazione «Centro di ascolto Caritas Onlus» presso Carispezia, agenzia A della Spezia, specificando «Emergenza Corno d’Africa». Proprio ad un missionario che opera in Kenia, uno dei paesi più colpiti, il passionista padre Claudio Moscatelli, di origine spezzina, sono stati inoltre consegnati nei giorni scorsi cinquemila euro come anticipo sulle somme raccolte in diocesi nella recente «Quaresima di carità». E’ stato il direttore del centro missionario don Giovanni Tassano a consegnare la somma a padre Claudio, rientrato in Italia per un breve periodo. Nell’occasione, il religioso ha potuto riferire, oltre che sulle attività della missione, sulla gravità della crisi: «La siccità - racconta padre Claudio - ha bruciato tutto ciò che avevo seminato, specie il granoturco, molto importante per l’alimentazione. Mi trovo ora con le riserve esaurite e devo darmi da fare per procurarmele, con prezzi più che quadruplicati. Moltissima gente soffre la fame, perché le piogge sono state insufficienti a far maturare le coltivazioni». Di qui il «grazie» al vescovo Moraglia ed alla diocesi di origine: «Grazie a voi tutti, nonostante la difficoltà di procurare il cibo, non dovrò chiudere la scuola. Ho inoltre circa sessanta ragazze che aiuto negli studi, ragazze orfane o poverissime. Una parte del vostro aiuto va anche a loro: altrimenti sarebbero mandate a casa come fanno tutte le scuole e molte, non potendo pagare, si perdono. Questa è una grande sofferenza: vorrei che tutti i ragazzi e le ragazze avessero una educazione umana e spirituale cristiana e un futuro un po` più roseo. Ci affidiamo così alla Provvidenza ed alla preghiera».

Non chiude la scuola materna della «Palazzina»
La scuola materna detta della «Palazzina», a Sarzana, continuerà ad esistere anche dopo la chiusura della comunità delle Figlie della Carità, che l’avevano fondata. Lo precisa la visitatrice provinciale delle suore Vincenziane. Le suore, provenienti da Spezia due o tre volte la settimana, garantiranno l’animazione spirituale e l’attuazione del Progetto educativo di ispirazione cattolica e vincenziana così come il sostegno alle Volontarie Vincenziane e il servizio alla mensa «Gli amici».

La Madonna della Neve a Sarzana
Il vescovo emerito Bassano Staffieri presiede venerdì alle 10 la Messa della Madonna della Neve nella cappella di Monte d’Armolo, già proprietà Tamburi, a Sarzana. La sera prima, alle 21, fiaccolata dal monastero della Clarisse sino al colle.

I cento anni di Matilde Parodi
Matilde Parodi, decana degli artisti spezzini, ha compiuto cento anni. Per decenni insegnante, la pittrice si è formata alla scuola di Felice e di Angiolo Del Santo, ottenendo importanti ed apprezzati risultati, anche nella tecnica xilografica, come fu bene illustrato nella mostra personale promossa nel 2008 dall’Unione cattolica artisti, di cui la Parodi è stata fondatrice e presidente della sezione spezzina. Vivissimi auguri e... «ad multos annos» !

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